Aloha gente! I primi tre giorni post-ritorno a casa sono stati scanditi dal ritmo cadenzato dei miei frequenti e protratti pisolini, nell’intervallo tra i quali mi sono dedicata ad attività ormai dimenticate quali passeggiare, guardare film, prendermi cura del mio corpo, annegare nel frullato, rosolare al sole, leggere libri idioti e tutte le riviste che sono riuscita a rastrellare stanza-stanza (tutto questo
perché mio nipote è al mare e torna sabato, altrimenti l’avrei strapazzato ininterrottamente). E ieri, udite udite, c’è stata l’apoteosi della mia rinascita fisico-spirituale: ho suturato la mia prima banana!
Ho intenzione di ricamare il ricamabile sulle sorelline della povera sventurata che giacciono in cucina, è ora di prender confidenza con pinze, forbici ed ago con filo 2.0 nero, io che a malapena so mettere a posto un bottone e che piuttosto che fare un orlo ai pantaloni li lascio nell’armadio fin quando non mi entrano più. Dai, il risultato è stato relativamente accettabile, considerate le attenuanti del primo tentativo e della mancanza di ADE adeguate… (tranquilli, prometto che non metterò mai mano su nessuno di voi)
Da domani mi rimetto al lavoro con anatomia e fisio2, iniziando a leggiucchiare semeiotica per curiosità mi sono resa conto che sapere qualcosa a proposito del faringe è importante (vero Fra?!), ma sono tranquilla, ho un mese per risistemare me stessa, il mio contenuto cranico e per ripartire con più forza, sebbene ancora non mi capaciti di aver finito quest’anno terribile. E invece posso iniziare a metterci una croce sopra calcando forte, perché ho intenzione di tramutare la pila di libri che mi aspetta di là in un bagaglio di conoscenze, e poi di usarla come scala per ridipingere camera. Si accettano proposte di colori…
Un bacio, vi voglio bene