tato di grazia, celeste come un miracolo la mattina all’alba, azzurro chiaro se c’è brezza, blu elettrico e bianco se c’è maretta, grigio fin dove arrivano le nuvole che portano pioggia, color ferro con consistenza di una tela se la pioggia cade, e quando cala il sole l’indaco avviluppa aria ed acqua in unico velluto che se non stai attento tira dentro anche te.E dopo quel gomito d’asfalto disfatto, ogni volta è una via di mezzo tra un déjà-vu e una sorpresa, sorpresa per come un intrico di stradine percorso mille volte nei miei ventuno anni possa ancora essere sapido di novità e carico di aspettative… e, nel bene o nel male, qualcosa di inaspettato succede sempre.
Quest’anno, per esempio, ci si sono messe le farfalle.

Quando si lasciano parlare le farfalle bisogna mettere in conto tutto, anche che avremmo dovuto lasciarle parlare prima, perché ora dicono altro, perché ora è troppo tardi, perché potresti fraintenderle, perché potrebbero sconvolgerti oppure rovinare tutto. Ma non tappate loro la bocca né tarpategli le ali, funzionano come le Strillettere di Harry Potter … se aspetti troppo rischi di non poterle gestire.
Così finalmente ho accettato di farle sfogare, ma soprattutto di starle a sentire una buona volta.
Mi hanno ubriacata di parole. Mi hanno detto fuggi i rimpianti, abbi ricordi, apri gli occhi, ascolta e ascoltati, ammetti gli sbagli, perdona, dimentica, fatti abbracciare, riconosci, sorridi, ignora, osserva, chiudi gli occhi, respira, bevi tutto quello che riesci a bere… ed io ho obbedito. Per la prima volta nella mia vita mi sono sentita adulta, completa come persona nelle sue piene capacità decisionali. E’ stato duro, meraviglioso, orribile, necessario. E non lo dimenticherò mai.
Great 2007 guys!
























