mercoledì, giugno 06, 2007

La Legge della Giungla


"Mi scusi, potrei farle una domanda?"
"Dimmi, ma non darmi del lei! E' mettere distanza!"
"Precisamente. La domanda era: Cosa cazzo lo porta a fare quel fazzolettone al collo?"

Dicono che trancio le gambe con una manciata di sillabe. In realtà avrei preferito una katana per tranciare un paio di trachee, e pace se è poco scoutistico da dire, in questi dieci minuti e queste poche righe l'articolo 4 della legge va a farsi un giro.

"Qui stiamo parlando di spostare un Gruppo, una Comunità capi. Dei ragazzi non mi interessa."
"Questo era lampante, ma allora forse non ci siamo proprio, sa. Io è proprio per i ragazzi che sono qui."


Mi hanno detto che non so leggere tra le righe, e che sono poco diplomatica. Quanti complimenti in una sola serata... C'è gente che sarebbe bene scollasse il culo dalla poltrona e andasse a fare un pò di servizio in Unità, quei Quadri che non sanno più le canzoni e che hanno fatto lo zaino cinque anni fa l'ultima volta. O forse no, forse è bene che se ne stiano lì a cianare e sindacare sui progetti altrui, su come meglio interferire, su come meglio farmi incazzare. In questo sono davvero, davvero ferrati. Alla prossima riunione con questa gente faccio entrare anche due Lupetti, e finchè non dicono loro ai bambini il perchè bisogna cambiare fazzolettone, Totem e Branco con cui si fa attività da tre anni non faccio uscire nessuno. Chissà, magari così lo capisco anch'io. Se continuiamo così con la mia bile potrei tingere la camicia e passare al Cngei, ma continuo a pensare che l'Agesci abbia alcuni meschini portavessillo che non rendono ragione di quello in cui davvero crediamo e per cui tutto è cominciato. Come direbbe Manolo, 'Schifoo...'.

Buona caccia a tutti coloro che rispettano la Legge della Giungla,
anche se a qualcuno bisognerebbe ricordare che il senso dell'espressione per chi porta il fazzolettone è un tantino diverso dal comune.

giovedì, maggio 31, 2007

Giro di boa

Pronti? WonderWoman si smaschera pubblicamente e vi fa ciao ciao con la manina riemergendo da due settimane di autentica passione. Senza mezzi termini, per la prima volta, dichiaro di esser stata davvero davvero male. Forse tra il prenderne coscienza e il tirare un respirone e dire tutto d'un fiato Sìhosoffertodacaniedacretina ci passa poco, ma è il poco che fa la differenza, è la boa che ti ritira su e che segnala agli altri la tua posizione di dispersa in mare. Ehi ehi, sono qui, basta apnea. E quando dico una cosa è quella, lo sapete, vero?
La boa che toglie il sottovuoto è fatta di tante piccoli grandi gesti, come tutto quello che rimette a posto le mie costruzioni e cementa le mie fondamenta. Una amica che ti chiama appena sveglia per scuoterti, due amiche da abbracciare forte, un amico che ti porta al cinema a vedere Pirates of The Carribean, un altro che ti dice di studiare insieme e ti prepara Martini e Asti. Presenze discrete tutt'attorno si fanno sentire ogni tanto come sprazzi di sole tiepido dopo un acquazzone. Fuori la finestra piove un po', ma dentro di me è finalmente tornato il sereno, e resta farmacologia, Nik, la pace della sera, l'immensità del cielo e il profumo della terra e dell'erba bagnata a fare compagnia. A presto, ciurma!

domenica, maggio 27, 2007

De cuius e Trastevere con furore

Tre treni e 7 ore di viaggio in meno di 24 ore, 12 ore di sonno da recuperare, da domattina alle 8 in reparto per i prossimi 15 giorni, fisio che santapacedevostudiare, riunione chiavica-riunione con i genitori-festa di fine anno-VdB tutto da preparare (anche gli esami, lo so...) seicentotrentottomila pagine di roba da leggere, una vita sociale da far colare a picco allo scoccare di questa mezzanotte.

Ma la notte scorsa è valsa tutta questa stracanata. Sapete, sentirsi a casa in molti luoghi è un privilegio che sottovaluto spesso, in fondo per me è così scontato avere le radici al vento che quando rifletto sul mio essere zingara è sempre un "Toh, guarda...". Stamani alle sette, dopo aver sbagliato stazione di partenza, aver cambiato stazione, scarmigliata e con i segni del cuscino sulla guancia, mentre sentivo dagli altoparlanti che il treno era stato soppresso ho pensato al come mai per me 'casa' è davvero un guscio sulla schiena e via, e la risposta è che le lumachine fanno tanta strada con il loro passo e la loro bavina perlescente dietro di sè. Sai dove vanno, e un pò le invidi perchè prendono partono e se hanno voglia ritornano.

E sapete cos'ho capito oggi? In realtà le lumachine sono così libere non solo perchè hanno gusci leggeri, ma perchè da qualche parte c'è qualcuno che le aspetta...Per fare nottata dopo una riunione di Branco in grado di tramortire un bisonte. Per farti conoscere gente che sulla tua strada ci voleva proprio. Per sorriderti felice per il solo fatto che sei lì, giocare a Forza Quattro in un locale very '70 e dirti che magari il prossimo weekend o quello dopo studiamo insieme a Firenze.

E venitemi a dire che 'casa' è un posto.

domenica, maggio 20, 2007

Maverick

Mes amis, che mese che è stato! Difficile da gestire anche per me, la Mille-cose-sennò-un-si-vole-nulla... ma che bella la possibilità di riscoprire il gusto di alcune piccole cose, come un fazzoletto in fondo alla borsa o un messaggio da chi meno me lo aspettavo, in grado di fare più di quanto credessi possibile.
Ballerina goffa senza piedi di piombo su un campo minato, un piede sopra una mina c'è andato a finire... l'esplosione ha fatto terra bruciata intorno a sè nel raggio di diversi chilometri che avrebbero dovuto essere a maggese.

E forse son grulla per davvero, forse ho ancora sonno, ma mi chiaman forte... quindi rientro nel gioco e gioco la mia parte, aspettando che piova e cresca l'erbetta nuova.
Sta di fatto che il piede in fallo non era quello con cui tiro un calcio alla prima sillaba di 'Impossibile'. Anche se qualcosa ti tocca e manca tanto da tirar via l'aria devo e voglio far mente locale sulle cose di cui non sento nostalgia e a cui manco io. Ora tocca a loro.

venerdì, maggio 18, 2007

A caldo


Brucia, e non poco. Ma ho un tatuaggio dietro al collo, e stasera legherò i capelli, cosicchè gli altri mi ricordino della sua esistenza, io che non lo vedo. Ma c'è sempre, e questo importa. Come importano tutte le cose che ci sono sempre.

E, senza paravento nè campana... qui il tramonto è fantastico e sono con persone che adoro e che so che ci saranno. E davvero, tutto il bene del mondo.
Ed è un puntino in più. Ed è stato un Buon Volo, e chissà che non ce ne saranno altri, diversi, tutti buoni.
E ci guadagno il rosso delle tegole.

E poi... beh, ho sempre le mie quattro spine.

mercoledì, maggio 16, 2007

L'arte del distacco


La prospettiva 'altro da sè' mi è sempre risultata particolarmente ostica. Ci sono cose che effettivamente bisogna analizzare gelidamente, e ho sempre creduto nelle dissezioni che le persone più importanti della mia vita han saputo operare su tutte quelle situazioni di cui da sola non riuscivo ad aver ragione, su tutti i no che non riesco a dire e le scelte che faccio sapendo di non riuscire a portarle avanti...

Finchè, in una colazione diversa da tante altre, qualcuno mi fa capire che ci sono eventi talmente intimi da non poter chiedere a nessuno nè consigli nè cornici, che devo restare pensierosa, non chiudere occhio la notte e vedermela da sola.
I mumble mumble ed i ronzii nella testa mi hanno scortata diligentemente lungo la passeggiata fino in Facoltà per poi silenziarsi d'improvviso non appena aperte le porte scorrevoli...


Ieri sera ho detto ad alcuni amici che mi sentivo molto come la rosa del Piccolo Principe, ed uno di loro ha scritto 'Ti senti amata da lontano...', allora ho sorriso. In realtà era perchè la rosa non vuole nè campana nè paravento, ha le sue spine e crede che questo basti contro le tigri. Sono tre anni che lavoro per costruire una Laura invisa nelle situazioni, che non ha paura di mettersi in gioco fino in fondo, che crede nei colpi di testa e che non vuole imparare l'arte del distacco.
Dopo una notte insonne -forse solo la prima di tante- ho preso una posizione netta dentro la mia situazione, quella che sogna l'altra faccia della rosa.


In quello che sto facendo ci credo e ci spero con tutta me stessa, e credo anche che la posizione giusta sia questa, e non sia facile. E se dovesse rivelarsi quella sbagliata, se ne uscirò devastata, se sarò la sola a prenderla e resterò senza paravento nè campana... beh, ho sempre le mie spine.

lunedì, maggio 14, 2007

Solo 3 persone

In questi tre anni in condizione di fuorisede credo di aver messo a frutto tutte le conoscenze di sopravvivenza acquisite in dieci anni di scoutismo, dalla vita comunitaria alla cucina poco meno che trappeur, dall'essenzialità alle continue forcole, dalla fatica alla continua ricerca della strada, dal permanente servizio agli altri a frequenti Deserti. Ma ci sono tre persone nella mia vita grazie alle quali ho imparato a sorridere per davvero, e anche nelle difficoltà, tre persone che sferzano sistematicamente l'emergere del mio lato troppo razionale e troppo poco ventunenne, e sono tre persone in cui ammiro e invidio la capacità di trovare pacifiche oasi di serenità interiore. Tre persone per la cui felicità venderei l'anima senza pensarci due volte.


Nik è un monsone, prorompente e sempre in viaggio. Quando parte o quando torna è sempre un movimento di grosse masse d'aria, acqua e fuoco dentro, a seconda di quello che c'è da fare. Bentornato mi hermano.






Gaia è libeccio. Lei fa passi di vento, non perde tempo se trova la sua meta, altrimenti si acquieta e poi spira con forza estrema quando c'è da farlo. Un vento significativo anche se ancora in bocciolo, un vento foriero di cose fatte bene e col cuore. E non è solo DNA in comune.






E Virginia... è la brezza, a cui non si può mettere un lucchetto. Sempre nei pressi, sempre presente, in alcuni momenti accarezza, in altri asciuga lacrime, in altri fa arrivare lontano le risate, altre volte bacchetta e scompiglia tutto. Molto più che un legame di sangue.

Volevo ringraziarvi oggi, per come ogni giorno mi 'salvate' da me stessa...



giovedì, maggio 03, 2007

Se non ti fa paura

A malapena tre post fa mi sono trovata a fare mente locale sulla mia inadeguatezza nell'infilare il camice per le poche ore di reparto che ci propinano attualmente. A volte il destino ha parecchia fantasia sul come rincarare le dosi.

Ci insegnano a concatenare gli eventi, comprendere i meccanismi, seguire un filo logico. Ci spiegano il perchè di un sacco di cose, ci dicono di cercare i perchè delle cose che non ci spiegano. Non uno, non uno dei medici/professori che si sono avvicendati in questi tre anni ha mai chiesto se avevamo timore nell'entrare dentro quel pezzo di stoffa bianca, se ce la sentivamo addosso come fosse più che una maschera di Carnevale. Non ci hanno mai chiesto se abbiamo paura.



Paura di cosa?

Paura di entrare nella stanza di un paziente.

Paura che ti fermino per chiederti una qualsiasi informazione. "Scusi dottore, sa dov'è il bagno?"

Paura di aprire bocca davanti a un paziente (ma sì, ormai il discriminante sono diventati loro, a tirar cazzate davanti a un prof ci siamo rassegnati...) perchè hai paura di vederlo sgranare gli occhi o piangere o guardarti spaventato o osservarti con diffidenza.

Paura di ferire, quel tipo di ferita che nessuno di noi saprà mai creare neanche con il più affilato dei bisturi.



Ci sono due nuove paure che ho aggiunto alla mia lista ultimamente.



La prima si chiama Paura del colpo d'occhio.

E' la paura di non dover chiedere 'Come mai si è ricoverato?' ad un paziente che vedi per la prima volta, paura di non aver bisogno delle spiegazioni di un prof.



La seconda più che una paura è una paurosa sensazione di sottovuoto.

Questo accade quando entri in una stanza e tutti gli occhi voltati verso di te non hanno più pupille, ma punti interrogativi di rimpiazzo.



Se non ti fa paura... spiegami come fai.



Chiunque questa settimana mi ha fatto notare la distrazione cronica, la apaticità, la mancanza di sorrisi e l'illuminarmi a tratti con il cellulare in mano. E' un pò complicato da esternare e non ci provo nemmeno, sono in piena battaglia a mani nude contro le mie scelte e il mio futuro. Quando avrò incastrato anche questo nuovo grosso mattoncino Lego tornerò un pò più lucida e presente.


Un bacio

lunedì, aprile 30, 2007

Cosa siete, guerrieri o ballerine??

Un bambino passeggiava sulla spiaggia insieme alla madre. Ad un tratto le chiese: "Mamma, come si fa a conservare un amico quando finalmente si è riusciti a trovarlo?". La madre meditò qualche secondo, poi si chinò e prese due manciate di sabbia. Tenendo le palme rivolte verso l'alto, strinse forte una mano: la sabbia le sfuggì tra le dita, e quanto più stringeva il pugno, tanto più la sabbia sfuggiva. Tenne invece ben aperta l'altra mano: la sabbia vi restò tutta.



Per quelli che mi hanno accolto con bontà









Che mi hanno atteso senza stancarsi











Che mi hanno dato tanto






Che mi hanno ascoltato senza fatica





Che erano lì senza bisogno di cercarli






Che sono presenze sicure






Che mi hanno offerto un'amicizia riposante




E irradiato una pace gioiosa.

Grazie per avermi fatto capire che l’oggi è un dono ed è per questo che si chiama presente.
Tenete sempre accesa la lanterna che è in voi e spandete il fiore rosso in tutto il mondo.

giovedì, aprile 19, 2007

L'alba di domani

Non so se vi è mai capitato di cambiare stazione radio quando inizia una canzone che a pelle proprio non vi va giù, e poi magari un giorno siete a studiare con gli auricolari infilati e senza volerlo la ascoltate. E restate senza parole, perchè tanto parla lei per voi.

L'alba di domani ci sorprenderà addormentati ancora abbracciati,
dello stesso sogno ci trasporterà oltre i confini piu' segreti,
forse un nuovo mondo ci riceverà senza parole ne paure,
ed il nostro sguardo attraverserà dei desideri la profondità...
parla con me aspettando che spunti il giorno
e che non c'è niente che conta intorno
ma la tua voce ancora un po' incerta non sa,
quello che gli occhi ridendo confessano già,
non dirmi no certe zone delle tua mente
che ora non sai si dischiudono lentamente...
e se non ti fa paura potrai guardare la tua natura nell'alba di domani...
Questo desiderio che ci prende si sa e' un vortice lento
è un fuoco diverso,
fallo divampare non ci brucerà
perche' la vertigine l'istabilità
parla con me aspettando che spunti il giorno
perche' non c'è niente che conta intorno
ma la tua voce ancora un po' incerta non sa,
quello che gli occhi ridendo confessano già
non dir di no certe zone della tua mente che ora non so si dischiudono lentamente
e se non ti fa paura potrai guardare la mia natura
nell'alba di domani.
Tiromancino

martedì, aprile 17, 2007

Il post più importante

Ti sei mai chiesta anche te come sarebbero andate le cose se quella particolare cosa non fosse andata così?

La domanda "Che persona sarei se le cose fossero andate diversamente?" mi ronza in testa da 13 anni. A volte mi immagino incazzosa e fricchettona, ribelle per le cose che forse non avrei potuto fare. Altre volte mi vedo tutta perbenino, mocassini e camicia nei pantaloni, viziata e pretenziosa e meno impegnata. Altre volte mi vedo esattamente come sono ora, con tante lacrime non piante e ricordi non lavati via. La realtà, tesoro, è che è una risposta che non potremo mai darci nè io nè te. In realtà io non ho conosciuto mamma, proprio come te. Strano, vero? Io più di te ho solo vissuto con mamma, perchè se effettivamente l'ho conosciuta l'ho anche dimenticata... e non leggerla male. Avere 3 oppure 8 anni non era poi così diverso, in quel momento. Più di te io ho solo sensazioni e solo qualche flash, e parecchio è grazie a te, grazie a quel fenotipo Gabriella che ti ritrovi e che credo ti facciano pesare e che magari non volevi (non credere quanto ti dicono che sei identica, dalle foto si vede che siete solo somiglianti in alcuni tratti. Però devi sapere che hai una gestualità che è assurdamente, geneticamente trasmessa in linea diretta da te a lei. Ma il tuo sguardo è quello di papà.) Quello che so è che davvero vorrei averla conosciuta, e che avrei tanto voluto potertela ricordare meglio.

Te hai sempre domandato poco, o comunque non a me - non che io possa darti risposte che gli altri non possano darti- forse anche per il tuo carattere riservato e un pò taciturno, ma in particolare penso perchè io dagli otto anni sono diventata un doberman astioso, particolarmente con te.

Te hai sempre creduto, ed io non ho mai potuto nè saputo sradicare questa tua convinzione, che la mia rabbia e la mia cattiveria e tutte le altre lacrime che c'erano e non sono mai uscite si fossero riversate su di te perchè io ti ritenevo responsabile. E tu ti ritieni responsabile. No, no, no. Non è la tua nascita che ha scatenato tutto. Questo bisogna che te lo sappia e che te lo accetti, perchè a diciassette anni non si può davvero vivere senza una madre e con in più un tale senso di colpa. Solo l'anno scorso sono venuta a conoscenza dell'esatta dinamica delle cose, dell'esatta cronologia degli eventi e delle esatte cazzate che ha combinato gente che un giorno dovrò chiamare colleghi, ma anche prima io non ti ho mai mai mai ritenuto responsabile. E allora, perchè sono sempre stata dura con te? Io ricordo ogni singola volta che non ti ho dato il bacino della buonanotte e il giorno in cui ho smesso di leggerti le favole e il giorno in cui ho smesso di avvoltolarmi i tuoi boccoli sulle dita. Il contatto fisico è stato per molto tempo la mia bestia nera, il mio unico punto debole, la breccia con cui farmi crollare e piangere. Ho sempre pianto molto poco, e mai davanti agli altri.

La realtà più dura da accettare è che non è un vuoto che puoi colmare, è una bolla che resta lì nel cuore. Ma è un vuoto che a modo suo ti fa compagnia, è un vuoto presente. E te hai dei gesti che ti coccolano inconsapevolmente, e siccome non sai quali sono potrebbe essere ogni singolo movimento che fai. E io ho il modo di guardare. E la cosa più bella è che io e te abbiamo delle cose in comune.
E poi abbiamo un 50% di DNA suo in ciascuna delle nostre celluline.

Queste parole non sono la pubblica ammenda che sembrano. Volevo finalmente spiegarti per dirti che difendersi non serve. Non ci si può difendere da una cosa così grande, e soprattutto non ci si può difendere per sempre dalle persone. Bisogna fare scelte azzardate, bisogna mettersi in gioco davvero, bisogna che l'autostima si stacchi dalle suole delle scarpe e torni a camminarci accanto.

La cosa più importante non è convincersi, ma CREDERE che si può sempre ricominciare.

Spalle larghe

Torno ora dalle Cliniche Chirurgiche dopo aver passato un'ora a farmi impennare l'urto del sistema nervoso aspettando davanti a una porta chiusa. Le specializzande che non esistono nè sono mai esistite (e sono bionde, belle, alte e tedesche. Cosa succederà quando diventerò specializzanda io? Mi calpesteranno?), il prof che dovrebbe seguire il mio gruppo che non mi si è minimamente filata, stuoli di neomedici dietro a professori incartapecoriti con i camici svolazzanti, il mio lettone tiepido che non voleva lasciarmi andar via alle 7 e mezza, le lauree in Presidenza... e poi, fuori dall'edificio, un uomo stava piangendo seduto su una panchina.

Al liceo la chiamavamo epiphany, questa sensazione di improvvisa e totale comprensione di qualcosa a cui fino a quel momento non avevi mai considerato, di cose che finora forse ti erano sgusciate accanto senza nemmeno farti muovere la manica del trench. Cos'è che regala le spalle larghe ad un medico, un'estrema stupidità o un'estremo menefreghismo? Con entrambe sei protetto, inconsapevolmente o meno, dalla maggior parte delle angherie mentali che ti si scaglieranno contro nei corridoi dei reparti. A mio padre piace ripetere che io vivo le cose con un estremo pathos ( ed usa e riusa la parola pathos, forse è quella giusta per rincarare la dose di questo giudizio). Io non so se effettivamente riuscirò a farmi mettere ko al primo round dagli anni che mi aspettano prima della laurea -in realtà lo ritengo probabile- ma spero che questo non pregiudichi il tipo di persona che sarò.

Appoggiata contro un muro giallo in pieno sole ho guardato quelle spalle larghe scosse dai singhiozzi, e ho capito che non sono ancora pronta ad affrontare questo.

mercoledì, aprile 11, 2007

L'edera, l'olmo e i miei primi tulipani


Quest'anno dentro l'uovo c'erano davvero le sorprese che sognavo.
Ieri mattina ho salutato un Amico che migra estatico verso lande lontane ( grazie per i miei primi tulipani. Come vedi iniziano ad aprirsi, sono rosa delicato...) e ieri sera mi sono attaccata una fleboclisi di nutrienti e mi sono sparata tutta la seconda serie di Grey's. A Pasquetta ho rastrellato le aiuole con Miro e cullato Lucia (mamma che testolina morbida...). A Pasqua ho passeggiato nel mezzo di Viale Morgagni alle 14, sotto un sole che più primavera non si può, senza nemmeno una macchina in giro, dopo una tre giorni di repartini vari decisamente valida... e ho delineato ancora meglio il tipo di genitore che mi piacerebbe diventare, il genere di famiglia che un giorno vorrei essere in grado di creare. Questo post è per Maico ed Elisa. Volevo ringraziarvi per i cannelloni ed il tiramisù e le figlie farciti, stracolmi, ripieni e strabordanti di calorie, di affetto e di essere speciali. Ma d'altronde se c'è un potere maggiore di quello che ha la genetica è solo quello della passione nel fare le cose, e la vostra famiglia ne è la testimonianza vivente.
Finchè ci saranno genitori, insegnanti come voi da cui prendere esempio forse riusciremo a dare qualcosa di buono anche alla generazione che verrà.

giovedì, aprile 05, 2007

La Coniglietta Pasquale


Stamattina la biomedica sonnecchia silenziosa sotto il solicino primaverile... Una settimana senza lezioni per una che semplicemente a lezione non ci va non è una notizia di relax. E' come dire 'per una settimana ti tolgo il divertimento, le risate, gli specializzandi bellocci (ci sono in tutti i gruppi tranne che nel mio), le studiate ai tavoli dell'aula B che vedono i pavimenti scoppiare e te che diventi grande' e in questa settimana ti ci incastro pure una festa comandata. Io odio le feste comandate, odio la Pasqua al pari delle altre ( forse meno, perchè non sono costretta a passarla ad un tavolo imbandito giusto perchè si fa così) e nonostante ciò regalo coniglietti di cioccolata a chiunque mi capiti a tiro. Perchè mi trasformo cmq in Mamma Natale e Coniglietta Pasquale?

Una opzione è che le feste comandate sono occasioni in più per ricordare a chi tieni che ci tieni, anche se non sei lì con loro a tavola, anche se ci si vede poco, anche se fuggi a gambe levate dagli auguri e dai brindisi, tutto il resto dell'anno ci sei. Quindi, l'8 aprile vi informo che un baratro mi ingurgiterà intera intera e sana e salva mi risputerà fuori verso le 21 di sera (che vado a trovare Nanny).

Tanti baci cioccolatosi

giovedì, marzo 22, 2007

Un errore molto ben riuscito


La Fra ieri ha fatto il suo primo emogas mentre il suo amore abbagliava l'aula B con la sua presenza. Ma lei lo sa cosa penso.

Lucy credo oggi venga in biblio a mangiare, così magari si parla un pò, e magari le dico una volta per tutte che non ce l'ho con lei, che finchè avevo il telefono rotto non ero responsabile di chiamate perse, che quando preparo un esame sono concentrata -non fredda- e che le voglio bene.

Bea con i capelli mossi sta benissimo, e sono contenta di condividere con lei le prime esperienze di reparto e non solo i deliri sui libri.

Cri Cri, è sempre rilassante stare con lei, quando ha tempo di fare altro (vedi: studiare! ) oltre a OTI OTA BEPS OSS OSSS VI V IV IIV Progetto Carcere Neuropsichiatria infantile e ambulanze.

La Fede fa sempre tutto perfettamente, allegramente, prorpio come è lei. E se e quando vuole parlare sa che sono e sarò sempre qui.

Sarina invece ha fatto letteralmente colpo su un vecchio babbione che buca i rossi. Il collare le dona, davvero. Dovrebbe vestire più spesso di bianco, perchè fa pendant con gli occhioni chiari.

Mary mi ha appena bussato al vetro dell'oblo al piano terra della biomedica. Abbiamo boccheggiato e tra un pò arrivo su e si ciana per benino. Way to go, darling.

Pole e Peppe e il Gabbani sono un'unità inscindibile. Praticamente li vedo sempre insieme. Bellini.. Gabbani, lo sai che si va a Malta insieme??

Nanny ieri mi ha detto, andando verso patologia, "ho smesso di chiedermi dov'è che sono sbagliata". E' fantastico vederla finalmente serena, perchè traspare di più l'amore per quello che fa.

Ho smesso di chiedermi dov'è che sono sbagliata, e per il prossimo futuro non ho intenzione di ricominciare. Sono un errore riuscito molto bene.

venerdì, marzo 09, 2007

8 marzo: il Virmi-day!!!


Questa fantastica principessina dai capelli rossi è arrivata ieri alle 12.40, e la foto è di tre ore dopo, dove è perfettamente sveglia e col pancino pieno. Ah, si chiama Lucia, ma per tutti è e resterà la Virmi!

lunedì, febbraio 26, 2007

Post di sola cronaca e pura vita

L'eredità di questo Thinking Day 2007 è una voce roca da travestito sexy, febbre a 38, palate di nuove idee ed entusiasmo e voglia di vin brulé. E tutto questo nonostante tempo burrascoso, sciopero dei treni, poche ore di sonno, ragazzi a tratti ingestibili.
Mi piacerebbe davvero spiegarvi cosa vuol dire per me portare al collo quel pezzo di stoffa colorato. Non è vestire come idioti, non è una setta, non è un branco di matti (vabbè, aspetta...) non è un movimento che ha fatto il suo tempo, non è la barzelletta di cui tutti ridono.
E' parte della Laura che sono, una grossa fetta della mia personalità, della mia voglia di mettermi in gioco, del mio sorriso perenne, del mio voler fare del mio meglio, del mio essere sempre impegnata, del mio essere compagnona e giocherellona.
Il cammino scout, per chi ci crede davvero, dura una vita intera. Ti protegge dalle intemperie, ti tempra contro i venti freddi, ti regala una nuova famiglia, nuove abilità, un orgoglio sempre lucido, ti apre tutte le strade del mondo. E non sto scherzando.

In questo giorni ho avuto a che fare con persone mai viste prima. Peccato, non averle mai viste prima. Che gente fantastica.

Non è la prima volta che mi capita di fare strada con persone nuove, ma ieri più che mai ho compreso perchè continuo a perdere sabati mattina, martedì sera, weekend, ore di sonno, ore con Gio e invece mi metto a cantare, giocare, disegnare, urlare, ridere con persone cge non conosco e bambini dai 7 ai 10 anni che non sono miei nipoti, nè parenti, nè figli, che dopo 3 anni perderò probabilmente di vista, che magari non si ricorderanno di me.
Il punto è che è esattamente quello che hanno fatto con me, e in tutto quello che sono diventata io credo fermamente, e credo nel metodo che stiamo usando per dare il nostro contributo nella crescita dei nostri ragazzi. E credo che tutto stia andando per il verso giusto. Sapete perchè?

Perchè con quelle persone non vedo l'ora di andare a cena fuori, di fare un campo più lungo, di bere ancora vin brulé alle tre di notte scervellandoci su come aumentare le ore del giorno per far giocare di più i bambini.

Perchè quando sono con i bambini non penso assolutamente più a nulla tranne che ciascuno di loro sorrida, e io passo davvero in ultimo piano. E non preoccuparsi di sè è la cosa più bella del mondo, perchè ti ricarica le pile.

"Chil, ma non possiamo rimanere qui un altro giorno?"

Ecco perchè.

Chi non c'è dentro può davvero solo guardare.

venerdì, febbraio 16, 2007

Resa


Sapere di fare la cosa giusta non è indolore. E levare bandiera bianca è accettare di non essere WonderWoman. No, fisio3 non riesco a darla tra 10 giorni. Perchè non si può prendere sottogamba qualcosa che può condizionare l'apprendimento di altri 4 anni di materie. E la cui ignoranza potrebbe pregiudicare le condizioni di un paziente. Non potrei mai perdonarmelo, più di quanto già non mi riesco a perdonare l'essere sempre in rincorsa del giusto corso degli eventi. Resa amara ma consapevole. E staremo a vedere...

giovedì, febbraio 08, 2007

Relax ma non troppo

Ho appena finito di colorare tutte le fotocopie del Michelotti di fisio3, così da aiutare il mio già provato encefalo a raccapezzarci qualcosa in questi 20 giorni di fuoco che mi aspettano. Inoltre forse non era il caso di donare plasma e piastrine proprio quando il mio ciclo mestruale ha deciso di farmi compagnia, considerato che ieri sera non sono praticamente riuscita ad alzarmi dal letto. Ergo, sono DEVASTATA, completamente stanca e sfinita e ho mal di testa da 2 giorni. Dormo tanto e male, e sto scrivendo un post da cani. Inoltre ho deciso di mettermi a dieta, cosa moolto triste e moooolto necessaria. Quindi dovrò chiudere a chiave la mia scorta di Pan di Stelle e attaccarmi agli yogurt, se non desidero arrivare davanti al Colomo come la Bambina Mirtillo della Fabbrica di Cioccolato. Che pomeriggio sconclusionato ed inconcludente...
baci baci a tutti...

and I promise I'll begin to write in English, a crowd has been asking loudly to stop using Babelfish... :) I'll bet the winner of the battle against the dust, it won't be you... ;)

martedì, febbraio 06, 2007

Nik

Sei a non piú di due metri da me e si sente l'aura di beatitudine che ti precede. E' fantastico non solo vederti, ancora di piu' vederti cosí. Per l'importanza infinita che rivesti nella mia vita non ci saranno mai abbastanza parole, e soprattutto non saranno mai quelle giuste. E' un onore per me essere una tua compagna di viaggio.
Ti voglio bene.