mercoledì, ottobre 22, 2008
martedì, ottobre 21, 2008
domenica, ottobre 19, 2008
Strapazzata alla Patte d'Oie
Giusto trenta secondi per voi che non siete con me in questa biciclettata culturale, in questa ville rose, in questo Erasmus che mi sta aprendo migliaia di mondi. Per voi che fisicamente non spostate la polvere sulla strada quando passeggiate accanto a me ogni giorno, ma che occupate tutto il marciapiede del boulevard.
Finalmente qui mi sento a casa.
Il rodaggio è finito.
Un bisou, vi voglio bene, MI MANCATE.
domenica, ottobre 05, 2008
Blissful Oblivion
Riding til the rink, getting there before it opened. And praying to be all alone, with my music, my skates, my so-called blades and the presence of someone who did the whole road there right at my side. Right on the top of my pullover, the one covering Petra's T-shirt.
Gloves are mandatory to get in there. I had just one. And I found out what happens when I just need to speak, when I want something more than anything else.
"Ecoutez, Monsieur, je n'ai pas besoin de gants. Regardez-moi 10 secs, vous allez me croire."
I've never been this serious in my entire life, I guess.
First step in, after a little warming-up. Just a little.
It was there, calling me, perfect and lonely.
And I was finally there, lonely as well for too long.
And those 4 years without, you cannot know how painful they've been. The day I burned my suits. The day I buried the skates in the darkest side of the armoir.
And.
The morning of my first step back.
Of my first run back.
Of my first spin back.
Of my first jump back -a Toe.
"And it was blissful oblivion..." like JKR wrote. I never felt those words this underneath my skin.
All I need is the air I breathe, and a place to rest my blades.
venerdì, ottobre 03, 2008
Compte rendu - semaine 1
Non è un post di resoconti interessanti (per quello chiedete agli emigrati in Spagna) quanto un breve tirar le somme dei miei primi 8 giorni qui.
Vivo in un campus talmente grande da non aver ancora finito di vederlo tutto, leggermente antiestetico ma con immani spazi verdi ovunque. A fianco del campus scorre il Canal du Midi, talmente bello che sembra spruzzato lì da un pittore.
In reparto le cose procedono, e non uso aggettivi. C'è gente ostica ostica, e c'è gente che invece mi sta facendo da chioccia: i miei angeli custodi Gabrielle e Charlotte, colleghe di cote bleu della nostra ala B2... davvero non so come ringraziarle. Giuro che quando tornerò in Italia farò da zia gentile a tutti gli Erasmus.
Da oggi abbiamo tre letti a testa di cui siamo responsabili. Qui essere responsabile di tre pazienti per uno studente vuol dire che devi sapere anche quante volte usa il pappagallo. Anche la domenica. (E per me nella fattispecie, vuol dire che oggi ho fatto -e scritto, grasse risate- la mia prima anamnesi da sola, e siccome non bastava ho anche dovuto presentare il dossier a due specialisti arrivati in consultazione. Se Dio vuole, mi han capito. Prima piccola vittoria.)
Nell'ospedale dove sono, nel sottosuolo ci sono dei piccoli negozi che vendono le cose a prezzi inferiori. Così i medici possono fare shopping nella pausa pranzo.
Per alcuni francesi, la Francia è esattamente allo sfacelo come l'Italia.
Per altri, la Francia è la nuova sede -migliorata- dell'Eden.
Per me, che non cercavo il Paese di Bengodi ma volevo inventarmi un modo per crescere come medico, questa Francia va infilata come un camice. All'inizio vai in giro tronfio, poi per buona parte del tempo ti chiedi come si porti addosso. Arriverà il momento in cui questo camice sarà una seconda pelle.
mercoledì, ottobre 01, 2008
Locked-in Syndrome
Raggiungere l'ospedale ogni mattina mi rimetterà in forma prima di Natale, considerato anche che abbiamo solo 10 mattine da prendere libere in questi 3 mesi. Ogni mercoledì pomeriggio lezione di Emergenze, ogni martedì Orto. Qui per insegnare come e quando prescrivere una cura termale portano i ragazzi alle terme gratis (è obbligatorio andarci per presentarsi all'esame finale, e nel comunicato della segreteria dice di lasciare libri a casa e portare il costume. Non scherzo!).
Qui fanno gli EGA con l'anestesia locale, ma i protocolli di disinfezione fanno leggermente paura.
Questo Erasmus ha un sapoe molto meno festaiolo di quello che leggo nelle mail che mi arrivano ogni giorno dalla Spagna. Ma lo sapevo, e va benissimo così.
Qui... qui c'è la mia sfida, e non lascerò l'arena finchè non avrò vinto, per difficile che sia.
martedì, settembre 23, 2008
Unwritten
Il confine quasi non l'ho visto, persa com'ero tra guide e fogli stampati di ViaMichelin (grazie Franci).
La mia prima frase diretta ad un autoctono francese è stata "Pouvez vous verifier le niveau d'huile?" perchè dopo 800 km una macchina affittata non ha notoriamente più olio.
Nel perdermi tra le viuzze di Aix en Provence, mi sono sentita una turista, ma con qualcosa fuori posto. Tipo la mia intera esistenza racchiusa in tre valigie e in due persone accanto a me nella passeggiata.
Mio padre vagava con il dito premuto sullo scatto della macchina fotografica, impacciato con il suo Mersì obbligatissimo da due figlie diploma linguistico, incantato da questa atmosfera da film in cui ristoranti tunisini e pub per darkettoni si susseguono sul lastricato lucido.
Mia sorella che capisce più francese di me (non che ci voglia molto), che ride quando mi sente parlare e quando consiglio a tutti cosa mangiare a cena e per me stessa prendo un qualcosa di molto simile al bollito domenicale che facevamo a casa per il risotto, cosa che non ho mai mangiato. Buonissimo.
E poi Ale, che mi accompagnerà in questo colpo di testa.
In una delle tre valigie c'è un pacchetto di ricordi, pieno zeppo di cosine, lettere, oggettini e amennicoli vari che mi riportano a qualcosa o qualcuno.
C'è il benvenuto delle mie coinqui, settembre del primo anno.
C'è la lettera di Franci, sei pagine di cuore.
C'è il bigliettino viola di Bea, viola tolosa... quando ancora avevo chiesto Strasburgo.
C'è il post-it "Sapiente" che mi ha fatto Andrea in secondo anno, e una fogliolina di ulivo.
C'è un sondaggio di Vi datato novembre 2004.
C'è un biglietto di Phil dell'estate dopo.
C'è sia l'elefante che la giraffa di origami fatti da Matte.
Più o meno, c'è tutte quelle persone che c'erano tra ieri ed oggi (e per oggi intendo 'oggi fino all'ultimo', cioè Andrea e Matteo che stringono la mano di papà, appena ripresosi da una entrée in grande stile della sua diletta figlia).
Virgi, Tommy, Franz, Matte, Franci, Andrea.
And then there's my purple bouganvilla, always by my side, always missing.
Per me che odio gli addii, questa è una ripresa da un punto di stallo.
Francia.
Here I am.
Cum Laude
In tempo reale... te sei ancora incastrato sulle scale dell'Aula Magna.Ricaccia giù le lacrime, che cavolo, non puoi mandare a puttane ciò che resta della tua reputazione, mi sono detta.
Mi sono impegnata nell'emettere qualche sillaba gutturale che somigliasse a un 'bravo', senza riuscire a fare altro che abbracciarti forte. Sai già quasi tutto quello che vorrei dirti, Dott.Fondi, e quello che non sai non ho parole per dirtelo.
domenica, settembre 21, 2008
24 hours more left :)
venerdì, settembre 19, 2008
24 left
The first bengala
After a storaging with Tommy, a moving comment from Lu, the voice of Franci in the morning, messages from Vi, after Venice, after a very interesting meeting on the train to Ljubljana... I got here.
And trying to convince this stubborn lady to get some sleep before her exam -while Mujo is resting inside my bag, and Balfi on Emina's leg- is my next, most challenging step before going to sleep myself, although not even a tiny little tired.
In this very moment, my first bengala is reading ORL again. And as I already said, happiness now is barely enough.
mercoledì, settembre 17, 2008
Il primo bengala
E la mia vita è questo parquet disseminato di scatole, valigie, borse, cianfrusaglie non meglio identificate, computer e me. Il letto vicino alla porta di casa, pronto per finire in uno sgabuzzino domattina mentre il sacco a pelo è già srotolato sullo stuoino accanto a me. I biglietti per la Slovenia nel mio portafoglio, dentro a un borsone con maglioni e sciarpe.
La documentazione Erasmus -un chilo di fogli- il libro di francese, i dizionarietti portatili ammassati sulla scrivania.
Una capoccia piena di domande ed io sono qui, con le redini della mia vita quasi in mano, che mentre continuo a riempire l'agenda di appuntamenti pre-partenza prego che arrivi il primo bengala.
L'Embolo Stupido
Non ho mai visto Tommy così preoccupato per una frase detta da qualcuno, e sappiamo bene che lui è un rimuginatore... ma stasera ha battuto i suoi record. Pensaci bene, tesoro, perchè credo voglia dire molto più di qualsiasi altra spiegazione, Tommy pensieroso, che credo avrebbe pagato per smetterla di fare battutine pur di non sentire quella frase.
Abituati ad avere a che fare con amici veri, cherie. Non abbiamo nessuna intenzione di fartelo dimenticare, questo ' necessari a Campo di MArte, si viene a Campo di Marte, necessari a Parigi, si viene a Parigi'.Ma ovunque siamo, tu sais où nous trouver. Un bisou.
giovedì, settembre 11, 2008
Quarto bis - i conti della resa
i, nella testa e nel cuore. E vi auguro che l'anno che inizia per voi sia altrettanto un talento da giocare.mercoledì, settembre 10, 2008
Ma questa notte è ancora mia
Ma questa notte è ancora mia, tutta un se e tutta un ma. Ma mia, per metter le mani a coppa e prendere ciò che arriva.
martedì, settembre 09, 2008
Going to the mattresses
Guess it will be an hard war to fight, lots of battles, open-face. All scars are welcome.
"They taught me, most importantly, that every job has a perfect weapon. Well, I'm the perfect weapon."
Boom goes the dynamite.
lunedì, settembre 08, 2008
Di nuovo. Di nuovo. Di nuovo.
s. It's up to be filled from your side now.giovedì, settembre 04, 2008
Status Erasmus - nous vous attendons blablabla
Questo è stato il mio primo pensiero mentre calcavo la firma a piè di pagina sulla liberatoria dell'Ufficio Erasmus riguardo alla paccata di fogli che mi avevano appena consegnato, tutti da faxare indietro una volta in Francia. In che sequenza, chi se lo ricorda più?
Il countdown segna meno 20, people.

Meno 20 involtini di impegni, libri, pacchi, cene, aperitivi, chissà quante scene isteriche e chissà quanti sogni ad occhi aperti. Je prendrais tout ce qu'il y a à prendre, les joies et les larmes .
Per il momento uso come segnalibro la cartina del CHU Rangueil. E riparto da oggi.
Ah, ultime cose.
Take it easy, my special wing.
Buon compleanno Tommy!!
E bravissima, bravissima Bea. :)
mercoledì, settembre 03, 2008
Like a piece of cake
I guess that being very tired had a lot to do with the sense of frailty, but the situation didn't change the day after. Nor the day after again. Actually, it's not that different in this very moment. Books opened on my desk, the whole room packed up in boxes, 'to-do' lists hang everywhere. Not exactly the atmosphere of calm in which I'd want to bath for preparing 3 exams... and myself. This is scary, not normal nor easy for anybody, but I thought it would have been easy for me. WonderWoman syndrome is a chronic disease.
But a couple of sentences are still making room in my head, right now when I'm in over my head. Saving everything.
One is a piece of a dialogue between two children, talking about and with me. It was sincere, scary and like an electric shock. Children are almost almighty.
"Aren't you scared of leaving everything?"
"Oh, come on! Adults cannot be scared!"
...
The other says "But I can do this, right?". I'm a mini-you.
So I can do this, right?
lunedì, settembre 01, 2008
E se poi credi non possa bastare
E se poi credi non basti così...
Ferao, un uomo decisivo. Le maniche rimboccate, il sorriso pronto, la schiettezza disarmante, la pazienza infinita, la comprensione al volo che è un dono.
Mang, per cui la strada si apre. Tenace e dolce, diretta e che si sporca le mani. Al pacchetto davanti la sua porta. Al giorno in cui non mancherò.
Phaona, la bellezza di una sorpresa, di una porta che si schiude e della luce che filtra, e che inonda tutto e riscalda dentro. Poche parole e tanto darsi da fare, mille visi, sempre più sorrisi, la testa alta.
Chil, davvero tale. Un nuovo tassello del puzzle, un planare costante e gentile. Una ragazza che può volare a tutte le altezze che vorrà raggiungere.
Rama, un rover che stropiccia i bimbi e li sente tantissimo. E loro sanno che lui è lì presente sulla loro pista. E i capi sanno che Rama c'è. E quando si sentono i bimbi, vuol dire che non c'è nulla di precluso.
Raksha, la mia RTT. La crescita, lo stravolgimento, la novità, l'autorità, tutti nuovi. GLi stessi sorrisi, lo stesso cappuccino, lo stesso intuitivo essere affini. Necessaria.
Akela, con la sua pelle smessa, con la sua preda gigantesca, con i suoi 28 lupi che saranno sempre più suoi. Sempre più Akela. Sempre più Lela.
Bagheera, e le parole che non mi vengono su, tappate dentro dal cuore che si gonfia. Ale. Ala.
E poi Federico e il suo abbraccio accogliente, come se non fosse mai passato questo anno. Rachele, con il suo essere grandiosa e talmente talpa da non saperlo vedere... e che mi mancherà. Ghi, che vorrei tanto conoscere di più per lasciarmi stupire. Alberto, che c'era sul serio.
Scrivono dita stanche, scrivo appena mi è stato possibile farlo. La voce che si fa sempre più roca per aver cantato a voce piena insieme, l'istinto di bruciare i mestoli qui in casa. In casa, non a casa. Mi sono sentita più a casa con il mio zaino sulle spalle a percorrere la distanza tra la stazione e mia stanza di quanto queste quattro mura possano più fare.
Ho viaggiato oberata da tutto quello che mi aspetta, piangendo tutto il peso delle scelte osate.
Ho camminato infuocata dalla strada che si riapre e dai compagni di cammino che Dio ha scelto di posare sulla mia stessa ghiaia.
E ho accettato questo viaggio che ci incatena per le strade di tutto il mondo, e quando ho asciugato gli occhi ho visto il fiocco che chiudeva questo regalo non facile, mai scontato, immenso.
Molto bene.
PS. Lullaby for you, my E. :) Sleep well dear.
sabato, agosto 23, 2008
E like Energy
Could you believe I'm not sure about how I met this person? ...but I'll be grateful forever we did.
I just feel like we started sharing without an actual beginning sea, peaches, beaches, lessons, daytime and nightime, ball-rescuing, conquearing islands and exploring caves. And these are just things. All the rest, we know. I know, when I was going nut and Matjia said "Just go!", or when the Prof wanted to take urine samples to find out what kind of drug kept us alive and kicking for nine days no-stop.
I went searching for Laško pivo, and ice creams have always a different taste, and on the ferry back home I kept saying 'Iutro! to everybody on my way.
One guy asked me about a pic of us together if we were sisters, for we were both smiling broadly and wild.
I'd liked to kiss him right there. As I keep saying to time, miles and people... you cannot split energy. :) Miss ya.
martedì, agosto 19, 2008
Sentirsi stellina
venerdì, agosto 15, 2008
Randy Pausch
Take five minutes, sit down. Do it. Cherish this man, his words and bravery.
martedì, agosto 05, 2008
Hvala people!!
I wanted to thank you all for this amazing time together, for how that 'present' was really a gift. I have so many things to say to each one of you, but that'd be pointless 'cause I'm talking to the team we made: passionate about what we were doing, interested in the people we'll take care of, skilled about both ABC and sunbathing. The window behind me shows just mountains, but I'm still swimming with you in Danče beach. You made me a better, happier person. As a wise person said to me, stay the way you are.
Bilo je lijepo upoznati vas, ostanimo u vezi!
One big, strong hug to reassess you all. :)
lunedì, agosto 04, 2008
Packing up - News part 7
domenica, agosto 03, 2008
Come oooooon! - News part 6
sabato, agosto 02, 2008
See one, do one, teach one - News part 5
venerdì, agosto 01, 2008
If you don't know where I am, I'm on the beach - News part 4
La cosa piu' bella del mondo.
Pomeriggio ammollo con gli altri, bagno in mare anche di notte, e poi in giro per locali, anche con i prof. Stamattina sveglia alle 7 dopo 5 ore di sonno, un'ora a nuotare, colazione e nove ore di lezione, e accorgersi dopo sette ore che il tempo si era permesso di trascorrere senza chiederti l'autorizzazione mentre te eri a suturare una zampa di maiale, con venti compagni e venti gradi nell'aula, il sole fuori a picco sulla citta' e il mare a scintillare per farci contenti. E poi imparare a fare un esame obiettivo ortopedico, oggi incentrato sulla caviglia.
Cronaca di una ragazza felice. See you!
mercoledì, luglio 30, 2008
How do you spell T-total? - News part 3
martedì, luglio 29, 2008
Fast, but not too fast - News part2
E buon compleanno alla Franci, che oggi fa 24 anni e che sta festeggiando accanto a me, virtualmente, sotto lo stesso sole. Ti voglio bene.
lunedì, luglio 28, 2008
ABC as a mantra - News from ESS2008
giovedì, luglio 24, 2008
Heaven, I'm in heaven -like Frankie said-

mercoledì, luglio 23, 2008
Laurina
Era tanto che aspettavo il momento giusto, sai? Forse il tempo per queste cose uno non vorrebbe trovarlo, perchè in qualche modo si finisce con gli occhi lucidi... però il coraggio delle proprie azioni bisogna sempre portarlo come la spilla più bella del proprio fazzolettone. La tua spilla più bella dovrai toglierla tra un po', e potrai lasciarla a chiudere il fazzolettone da campo delle tue ultime VdB. Il sentiero che ti aspetta è quello che conduce alla strada, e poi alle strade di tutto il mondo. Ricorda sempre che quelle strade passano anche da casa tua, non sentirti mai tagliata fuori. Te ormai sei guida dentro, il Branco ti sta stretto (e questo vostro CdA è davvero speciale: tutti siete pronti, come vuole il motto del Reparto) e scintilli di impazienza. Vederti così fa scintillare me dentro.
Ti auguro di consumare tanti scarponi, di stropicciare cartine e di osare.
E sappi sempre che tra le mie braccia ci sarà sempre uno spazio che potrai chiamare casa, ovunque tu sia, ovunque io sia. Per dirla come la direbbe Liga, "Tu che sei ciò che sei, che non cambierai mai, promettimi che ci sarà sempre un posto che tieni in caldo per me."
Tutte le tue strade portano ovunque tu voglia andare. Grazie per aver cacciato con me.
Tvb. Ok capo? :)
martedì, luglio 22, 2008
Lì dove il mare luccica

venerdì, luglio 18, 2008
Mbucciatea e Singatella
Mai come in queste sere sento di avere 22 anni, ho la percezione che non era ier l’altro che ero sulla Chianalea e in villa a nascondermi anch’io, specie quando c’era Francesco a contare. Tipicamente Anna e Alessio si facevano beccare per primi, io andavo sempre a nascondermi lontanissimo ed era raro che mi beccassero, ma altrettanto che arrivassi a far tana. Di solito si stufavano tutti e mi aspettavano arrabbiati. Rosy e Claudia erano quasi sempre decisive negli attacchi, Nicola ed Enzo facevano casino e quando Antonio arrivava col motorino o Ciccio con Basel tutto finiva.
Metà vita fa, l’estate più bella della mia vita, e la mia prima volta in Toscana con papà e Gaia. L’odio per quella vacanza sbagliata, perché erano finite le serate infinite di gioco e scherzi, rabbiosa perché non eravamo solo noi tre, perché mi mancava Fra.
Durante quella vacanza mi sono innamorata del Parco dell’Uccellina e dell’Isola del Giglio, e ho insistito tanto per andare a vedere Siena, e la sera che tornammo ad Avezzano c’erano già tre cartoline da parte di tutti loro ad aspettarmi, due lettere di Claudia e un pacco per me. Quella maglia ce l’ho ancora io.
Avevo undici anni e mezzo e la certezza che quelle amicizie non sarebbero mai finite. Oggi ho scoperto la bellezza di rubare immagini di loro nelle loro nuove vite, ogni volta che vado giù, anche se non ricordo più i loro cognomi. A volte qualche accenno di saluto, con mia cugina un legame che sovrasta silenzi e chilometri, con Antonio un abbraccio festoso e un sorriso aperto ed incredulo ad ogni incontro.
E quando un bambino mi chiede se può andare a giocare a nascondino lo attende un sorriso particolare prima del sì.
martedì, luglio 15, 2008
Not to ask for more
E quando Nik ha sbaragliato in un solo turno i miei poveri cannibalini con l'osso tra i capelli, beh, sono rimasta felicefelicefelice. D'altra parte era difficile che qualcosa potesse scalfire il mio senso di benessere, complice anche il bicchierone di mohjito a stomaco vuoto. La mattina aveva portato due 27 su due diversi libretti, e so quello che c'è dietro ad entrambi, quindi non potevo non esserne felice. Avevo pranzato con Tommy e Franci, e quei due non so con che coraggio non li infilerò con me in valigia a settembre. Il pomeriggio era stato un pisolo lungo due ore. E la serata... grigliata di carne con salsa barbecue della Jack Daniel a Barberino, ed Amy ha preparato dei cetrioli tagliati a metà per lungo con sopra il sale.
Così, senza saperlo, come solo Amy riesce a fare le cose, tipo buttare i dadi 20 volte e sbaragliare un esercito di 18 carri armati con 18 coppie di sei.
Una giornata come ne vorrei mille, intensa e leggera nelle gambe, di quelle che non vuoi tornare a casa e se fa freddo fuori a giocare, pazienza.
Adesso caffè, e poi si apre l'Harrison.
sabato, luglio 12, 2008

Oggi ho spostato la valigia a cui sono ancora attaccate le etichette di Santa Cruz, Buenos Aires, Conception, Pisa, Toulouse, Oslo, Roma. Già due hostess hanno rischiato grosso al check in, provando a toglierle. E lo so che se dovessero spedirmi un bagaglio in Paraguay mentre vado in Francia avrei poco di cui lamentarmi, ma che ci volete fare. Ogni volta che quelle ruote si rimettono in moto, sono assalita da tremila odori, visi, voci, sensazioni, luci: a modo suo, il mio trolley diventa una quasi-Passaporta tutte le volte che lo tocco. E oggi vorrei davvero che mi portasse nel Regno di Molto, Molto Lontano.
Mai come credi
Sabato mattina, ore 12.16. In questa biblioteca deserta parlo da circa 4 ore a ruota libera di cardiologia, forse dicendo per la decima volta le stesse cose già dette nello scorso mese e mezzo. Secondo il programma di studi fatto due mesi fa, a questo punto avrei dovuto pressochè aver passato l'anno, ed invece il mio libretto rivela che sono regina di un pugno di mosche, come mi è stato detto. La frase era ben impostata, e mi sarei sentita piccata se chi me l'ha detta avesse avuto, oltre a un libretto zeppo di 30, una vaga idea a proposito di cosa fosse un falso lume. Incredibile come ci voglia poco a s-tamponare il mio pH verbale.
Regina di un pugno di mosche, ma ho trovato tre errori nei lucidi dei prof e due nel libro che è uscito due mesi fa.
So usare flail, cleft, budge, doming in una stessa frase senza confondermi e senza dire castronerie. Tra quindici giorni imparerò un sacco di protocolli interessanti, le frasi base in croato e polacco, ripasserò l'argomento eritemi solari e quello 'che mi metto stasera'.
E al futuro non voglio nemmeno pensarci, perchè non ho fatto altro per quattro anni oltre al sentirmi sbagliata, mi sono stravolta perché non ero abbastanza, ed ho capito soltanto adesso.
Adesso che ho sangue infetto nessuno vorrà più leccare le mie ferite
ed ho trovato tutto l'oro del mondo nelle mie tasche,
non è stupendo ho superato anche l'inverno
ed ho pregato a lungo
ho superato anche l'inverno
ed ho cantato…
lunedì, luglio 07, 2008
Burn out?
Mi piace troppo il mio viso lievemente abbronzato, senza la fronte aggrottata. Mi piace troppo l'idea di fare le cose per bene, perchè non mi relegherò dietro a un microscopio o a una cattedra o a un computer. Mi piace troppo il motto della branca L/C. Non impazzisco per l'idea di impazzire prima della laurea, e non credo che sei mesi di ritardo di laurea siano un fallimento, specie se sono sei mesi messi a frutto. Se l'anno scorso avessi deciso di dare patologia a settembre non sarei andata in Calabria e avrei mancato un ultimo abbraccio, e me ne sarei pentita per il resto della mia vita.
Investire su me stessa, cosa vuol dire?
Vuol dire un Erasmus, un esame fatto con i ricamini, due anni di scoutismo, una scuola estiva in Croazia, qualche giorno in più con la mia famiglia, l'incanto del presente e la bellezza di chi c'è. E un giorno in più con qualcuno che amo o con me stessa vale 2000 euro di tasse.
E se ci saranno quei 2000 euro di tasse da pagare, b
eh, forse potrebbe essere la volta buona per imparare a fare un Bloody Mary come si deve. E d'improvviso, la possibilità di 'perdere un anno' diventa meno terribile che negli anni passati, e di pari passo la voglia di combattere per non perderlo triplica, perchè -senza scavare troppo- tutto quello che sottolineo è illuminato dalla passione e il turbo si inserisce da sè.
In una lettera di inizio università, mio padre mi scrisse di 'star serena'. Ci ho messo un po', ma finalmente credo di esserci riuscita.
venerdì, giugno 27, 2008
Cetrioli a fine pasto - Il sorriso etrusco
E il mio primo caffè in assoluto l'ho provato lì.
Non inchianate pa'ssupra, virite m'avite a cariri ra chia scala iani.
La seconda metà della frase era coperta da "Sì, sì, va bene" e da quattro paia di piedi salire di corsa i gradini traballanti della scala a chiocciola.
E poi c'era la partita a scopa, o ad Asso piglia tutto fuori in veranda (Pijati st'asu!!), dove il sole non batteva già più -e comunque c'erano gli ombrelloni. E c'era la gara ad accaparrarsi
la tua sedia. Osservarti in quella luce piena era l'inizio della domenica pomeriggio. Il volto abbronzato, segnato dal sole e dagli anni in mare, i morsi dei pesci sul braccio, le spalle possenti. Le volte che tornavi dal mare a torso nudo, con l'asciugamano bianco sulla spalla sinistra. Ti ho rivisto qualche giorno fa in un quadro di Pedro Cano, alla mostra appena inaugurata. Eri proprio tu.Sui muri bianchi abbaglianti intorno, le lucertole prendevano il sole. Se un giorno avrò dei figli, vorrei che sentissero quella sensazione confortante di immutabilità, quella del dopopranzo della domenica, quando il mare dal balcone brillava sotto al sole e tutto profumava di origano appena frantumato e panni lavati con cenere e soda appesi fuori ad asciugare.
E quando salutavo te e nonna Concetta (Laurètta, runa na vasata o nonnu!) sapevo che la domenica seguente sarei stata di nuovo recalcitrante ad andare -perchè voleva dire tornare prima dal mare- e poi di nuovo recalcitrante ad andare via. Perchè erano anche i miei nonni, e la scala ripida e stretta tra i due muri l'ho sempre salita correndo, anche la scorsa estate, anche se l'abbraccio che mi aspettava su era diventato uno solo. Don Vincenzo si lasciava sfuggire qualche lacrima ogni volta che Lauretta correva su per le scale chiamandolo, e diventavi nonno Vincenzo.
Spero che oggi il sole riempia il cielo, accechi e asciughi i volti che amo tanto, e che qualcosa scaldi.
Lauretta, da ieri sera, sarà sempre su quella terrazza assolata, su quella scala a chiocciola malandata. La bambina che ero resterà confinata tra quella terrazza e un altro balcone non molto distante, con il profumo dell'intonaco ruvido caldo di sole, il frinire delle cicale, le carte da gioco usurate -il sette d'ori con il taglietto sull'angolo-, gli avvertimenti, i cassetti mai aperti, i rintocchi della Torre, i peperoncini e l'origano che mi hai insegnato a frantumare con le mani. E mi mancherai tantissimo.
giovedì, giugno 26, 2008
mercoledì, giugno 25, 2008
Tale as old as time
In those days I had a lot to think about.
First of all, the statement 'Anymore scout camping in the very middle of exams session' quicly climbed my list of Don'ts reaching the very first place. I'm going nut handling both heart attacks and Jasmine's costume at the same time, and finally having the DVD of Beauty and the Beast isn't helping at all.
My innermost desire lately are 'positively primeval'. A cold Ceres before dinner and fireworks on a bridge tasted just great last night, and that's because of the people I was with, people I feel like home with. Moreover, I'd kill for some vacation, kind of 'nothing to do at all, all day long'. I'd like to dance in every corner of the world, and to bath into the ocean... I'd like time for myself. Just for myself. Tale as old as time.
But then... a post can change a life, somehow. And it did, giving everything a new flavour, a newer and more complete sense. So, let it be hard. I'm ready to fight, again and again.
domenica, giugno 22, 2008
L'alba di stamani
mercoledì, giugno 18, 2008
Très, très loin
Ieri l'altro ho aperto un nuovo libro per un nuvo esame, pensando di riuscire a togliermelo di torno nel giro di poco, per non sentirne parlare troppo.
Macchè.
Il primo esame che ho problemi a gestire dopo fisica, solo che fisica mi faceva piangere perchè non capivo nulla, questo mi toglie l'aria perchè capisco tutto. E non è 'poco' la parola che descrive il tempo necessario per prepararlo, perchè avanzo come una lumachina.
Necessità di fuggire lontano quanto basta, con qualcuno di speciale al mio fianco. Ho davvero bisogno -e non ho davvero tempo- di riprendere fiato, di rendermi ridicola. Se trovate uno spacciatore di incoscienza, dategli il mio indirizzo.
lunedì, giugno 16, 2008
Per un soffio

domenica, giugno 15, 2008
Saving Grace
Sono ancora nel solito angolo della solita stanza, con accanto la medesima tazza blu sbreccata che mi segue dal quarto liceo, piena di caffè di Castroni fino all’orlo, ma stasera ha un sapore se possibile ancora migliore.
Il quindici giugno tramonta alle mie spalle –coperte dal pile di mia madre-, e questa sera ha un sapore diverso da tutti i Day Before.
Stasera è un ritaglio di intimità tra me e le materie che ho cullato in questi mesi.
I poster che tappezzano la mia stanza, pieni di tutto ciò che fatico a ricordare. I libri sulla sedia, ancora caldi delle mie ginocchia e delle mie mani.
Il mio orecchio destro rosso perché ho costretto mio babbo ad interrogarmi mezz’ora al telefono. Mio babbo, con la sua dolcezza che è la mia unica forza e la sua cultura che è la mia enciclopedia.
Scrivo per terra, contorta in una posizione quasi da Kamasutra nel tentativo di stiracchiare i seimila muscoli della schiena, spiegazzati per il troppo tempo passato accovacciata sulla sedia.
Ventilazione regolare, e il nodo SA tiene il passo tranquillo delle dita di Einaudi sul pianoforte.
Non importa cosa ne sarà domani della mia dedizione verso questa materia, se ne faranno polpette o meno. A volte l’amore è davvero la zattera che ci salva, comunque vada tutto il resto.
Allungo la mano per prendere un fonendo poggiato intorno al collo del camice, e sorrido quando la testina fredda incontra la mia pelle. Lub dub, lub dub, lub dub…
Welcome back, my dear Marco. Missed you.
Franci, Lucia, Wushu. Grazie.
martedì, giugno 10, 2008
LVAD (Laura Vorrebbe Assimilare il Doppio)
cation ideale di studio a casa è la lavatrice, in balcone, meravigliosamente baciata dal sole. E di notte... la scrivania nel mio angolo, che mi ha visto preparare ogni esame da Scienze Umane a questo, e che è ancora lì ad ascoltarmi mentre mi sfinisco a ripetere. Ancora pochi giorni, per questo esame dove davvero vorrei fare bella figura. Dove vorrei arrivare tranquilla e serena, e dove arriverò tesa come una legatura quadra ben fatta. La stessa cura, la stessa precisione, la stessa stretta forte... vedremo cosa saprà reggere.
sabato, giugno 07, 2008
Happily Ever After
Chi l'ha detto che il disordine non è salvifico?
Non posso mollare... l'arena è una calamita, una religione, uno stile di vita. Potrò maledirlo dieci volte al giorno, ma ne sarò sempre innamorata. Perchè tutti i suoi lati brutti finiscono quando mi vesto di verde o di bianco, e quando le mie braccia profumano di Betadine. Un profumo quasi pari alla terra dopo la pioggia.
mercoledì, giugno 04, 2008
Fogli di via
E rido di me stessa, del fatto che prima di dare l'esame di Pneumo era quasi doveroso che mi fosse ricordato com'è un dolore puntorio, una stilettata tra le coste, una cicatrice su cui si infierisce. E credo che la mia accuratezza nel descrivere un dolore da pnx aumenterà drasticamente.
E miracolosamente non ho smesso di sognare...
Questa sera è una sera da sdraiarsi su un pavimento di pietra caldo di sole, come la scalinata di Palazzo Pitti... o Piazza del Campo. Per respirare tranquilla con la schiena tiepida. Per chiudere gli occhi, ed essere altrove o proprio lì.
Oggi, che finalmente la fine di tutta quella burocrazia sembra più vicina.
Finchè non accarezzerò quel timbro su ciascuna delle 4 pagine del mio L.A. non crederò fino in fondo che tutto ciò sia vero. Ma il giorno in cui tutto l'inchiostro su quei fogli sarà al posto giusto, indossate gli occhiali da sole prima di guardarmi negli occhi.
lunedì, giugno 02, 2008
E le stelle stanno a guardare
Non saper dire di no quando si tratta di fazzolettoni al collo è un leitmotiv dei miei ultimi 13 anni... però vado fiera dell'aver capito che se gli esami saltano un appello poco male, ma se perdo l'occasione di conoscere persone valide come quelle incontrate in questi due giorni ho perso un tassello del mio puzzle.
Tirar tardi chiaccherando, con un the e cioccolata amara fino alle due di notte, quando le lucciole (sì, esistono ancora) sono in piena movida e se ascolti bene senti i cinghiali passeggiare nel sottobosco. E mentre l'ultimo sbuffo di fumo svanisce contro il cielo, mentre le note di Eirene ancora rimbalzano nell'eco, io ringrazio.
Per le mie due ali, le loro spalle accanto alle mie nonostante centinaia di km d'aria tra noi... così insieme a me da non aver fiato per dirlo.
Per quel nome con cui chiamo tante altre persone, ma che non è mai lo stesso tuo e che quando sono in uniforme il fiato per pronunciarlo mi si spezza alla prima sillaba.
Per la mia CoCa, una gabbia di matti, tutti pazzi per i nostri ragazzi.
Per le barzellette agghiaccianti e il TG scout, per le risate sincere delle persone che si regalano agli altri. Per quel the condiviso, per alcuni sguardi belli e puri. Per la fiducia ritrovata di qualcuno, e per quanta non si è reso conto di donarne. Per il profumo di campo, impagabile come l'acqua fredda sul viso appena svegli, e la rugiada per terra. Per il potere del gioco e del rimettersi in gioco.
Il risultato, come sempre, è che torno esausta e felice, lo zaino da disfare è uno sforzo insormontabile e le gambe sono crivellate dalle zanzare.La vita ha un senso incredibile.
mercoledì, maggio 28, 2008
Nove e 3/4
Lunedì mi sono svegliata con il caffè del mio babbo, e le nostre stiliste preferite hanno aperto il negozio apposta per me e Gaia. E Firenze, la mia bellissima Firenze, mi ha riaccolta tiepida al tramonto.

Ieri mi sono svegliata nel panico, e non solo per il ritardo mostruoso. Fino a un secondo prima di aprire gli occhi ero in un altro letto, e stavo giocando con mia figlia. Una bimba di pochi mesi, con una tutina fucsia, i capelli lisci scuri scuri, tagliati quasi a caschetto. Quei lineamenti, così nitidi, così vividi anche oggi. Quel profumo, che riconoscerei ovunque. E' stata una esperienza sconvolgente. E poi un messaggio di Ale. E poi uno di Franci.
Oggi mi sono rassegnata a dimenticarmi del sacro rito delle otto ore di sonno fino al giorno dell'esame, ho infilato il camice in borsa e Tommy mi aspettava sotto casa per andare in reparto. E non avevo mai passato il tea time con un caffè in stazione.
Nove e tre quarti, segnava stamani la siringa dei minuti del mio orologio rosso, quando pensavo che il mondo può davvero essere meraviglioso, e davvero tu puoi pensare di sapere quanto.... almeno fino al momento in cui vedi una carena tracheale con i tuoi occhi. Anche se quella carotide pulsante sotto le mie dita ancora non ha pari.
Ma nove e tre quarti può anche essere un binario, può essere l'inizio corsa del treno che ciascuno di noi sogna. E oggi pensavo che il mondo è davvero stupendo, specie se è uno di quei giorni in cui ti senti al binario giusto, e con il coraggio di attraversare quel muro. Perchè oltre, chissà cosa c'è.
domenica, maggio 25, 2008
Make a wish
Mi auguro che tutte le persone che amo sappiano cosa vuol dire la parola 'sorella' così come lo so io.
Mi auguro che la tua prima firma che conta sia in calce a qualcosa di giusto.
Mi auguro che tutti i tuoi sogni possano non realizzarsi come per magia, perchè la magia vera sta nel volto paonazzo per la fatica, nell'asciugarsi il sudore dalla fronte.
Spero tu viva giorni belli come incantesimi, belli come una mattina di Natale.
Mi auguro che il sole di alcuni giorni sia accecante come le fiammelle delle candeline che spegnerai oggi (le candeline aumentano negli anni per aumentare la luce) e che il buio di altri giorni sia un'occasione di riposo.
Sogno per te una vita piena di strade, piena di scelte difficili e non, piena di gente che sorride e condivide l'ultimo sorso d'acqua.
Mi auguro dei colpi di fortuna, dei colpi di testa, che tu sappia farti colpire al cuore.
Happy 18th, my dear.
sabato, maggio 17, 2008
Dico sì
Potrebbe, perchè chissà come sono rimasta la stessa entusiasta-beata incosciente liceale, che lascia di nuovo il nido con il sorriso, se non proprio lo stesso di allora, ancora incollato al volto.
Mi chiedo come sia possibile che, anche stavolta, io non abbia paura.
Forse non ci siamo capiti, mi verrebbe da dire a un sacco di persone, su questa storia della paura. Aver paura è intelligente ed onesto. Onestamente mi chiedo cosa ci sia da invidiare a qualcuno che non è impaurito di fronte a un radicale stravolgimento della propria vita, come sarà l'Erasmus. Quale passaggio ho perso della crescita che ci porta ad essere adulti?
Mi sono domandata più e più volte se compilare compulsivamente quei moduli non fosse la spia di una ferma, solida volontà di fuga da qualcosa.
Alla fine, mi sono risposta di no. No, perchè altrimenti non è in Francia che sarei andata. No, perchè non ho più nulla da cui fuggire -eccezion fatta per le follie burocratiche del sistema universitario italiano. In realtà, la mancanza di paura non vuol dire che non mi tremino le ginocchia. Solo, so che tremano per la fatica muscolare di ciò che mi aspetta.
Una mail e una chiaccherata importanti avrebbero potuto riportare alla impietosa luce del sole i tanti dubbi sepolti con cura, e la prima a sorprendersi del fatto che ciò non sia successo sono proprio io.
Ho smesso di scrivere per farmi il caffè, e ho messo un attimo su MTV. Stavo già rovistando ovunque per cercare il telecomando e spengere appena è iniziata la pubblicità, ma chissà dove diavolo era. E così, dopo una carrellata di idiozie, è arrivata la sorpresa. Ad onor di cronaca dovrei dire che tra me e la Nike è sempre stata guerra aperta dalla storia dei palloni cuciti dai bambini, e non ho mai indossato un loro capo, ma qualcuno ha scritto per loro qualcosa di davvero efficace. Ho fatto finta di non vedere quella virgolina, e ho solo ascoltato, rapita dalle coincidenze che, a volte, parlano proprio a noi.
dico sì...
dico SI a sfruttare i doni di madre natura
dico SI alle decisioni da cui non si torna indietro
dico SI alla danza della vittoria
dico SI a lasciare tutti senza fiato
dico SI a poter essere quello che mi pare e piace
dico SI alle ginocchia tremanti e ai loro clamorosi trionfi.

sabato, maggio 10, 2008
Specialità tre
Specialità tre, qui a Firenze, è un esame niente male. Un po' internistico, un po' chirugico, un cocktail piacevole ma ad alta gradazione. Non un post, questo, ma un post-it, per me stessa: uno tra gli ingredienti di questo esame è nella lista delle mie opzioni sotto la voce "Cosa farai da grande?", in buona, esigua compagnia.
Da oggi parte il rush di studio potente, quello che ti fa alzare la mattina alle sei, non lasciare punto caffè nella macchinetta e diradare reparti e serate con gli amici (con le ovvie eccezioni DEA Careggi e Meyer, ed il mercoledì del poker). Quello che mi ha fatto scrivere questo post però non è la vecchia ansia del 'me lo scrivo qui così siete tutti testimoni e devo farlo'. Naaa.
Oggi scrivo per alcune persone, quelle che mi fanno riflettere tanto. Loro sanno il perchè di ogni mia sottolineatura senza dover arrivare alla fine di questo post.
Virginia, che non mi appende gli striscioni di tifo in biomedica solo perchè ha pietà della mia poca riservatezza residua. Occhi con le spirali verdi.
Gaia che mi ha ritrovato i sandali e a cui vorrei congelare un sorriso addosso e non ne sono capace, non oggi, non domani. Occhi color miele di castagno.
Gabriella -ma chi è questa?- bella domanda, mi piacerebbe rispondere, ma l'unica risposta giusta che ho è una sola parola che non ricordo più come si pronuncia. Occhi chiari, sul blu.
Luciano, standing ovation for Mr.President, quel testone cocciuto, quasi quanto me. Occhi diversi, uno mio, uno di Gaia.
Bea che esplode di vita e non lo sa, e non sa la saudade che avrò di lei da settembre. Occhi cangianti tra verde e miele.
Nik che si gode il nono Arrondissement e tutti gli altri per qualche giorno. Occhi acqua.
Andrea che è sul filo del rasoio, che è bello vedere anche solo per 5 minuti. Occhi nocciola.
Marco che si gode Vikram e Clara nel suo interspazio romano (nebuloso per spero solo pochi altri giorni). Occhi profondi, uno nuovo, uno non ancora.
Franci che affronta tutto pedalando, anche se è salita, tanto poi il sorriso risalta di più sul viso paonazzo. Occhi verde-marrone.
Ale e Albi che sono lontani ma mai distanti, un nodo che ci lega dentro. Occhi cioccolato uno, cielo l'altro. Occhi indispensabili.
Annie, il mio costato natale, che 'lascia che piova pure, prendiamo il sole che c'è', come dice Liga. Occhi quasi neri.
E il mio Mr.X, mio mica tanto, ma va bene quel che c'è, tutto ciò che c'è c'è già. Occhi scuri, che sorridono.

Poi ci sono gli altri nomi e gli altri occhi, quelli che non saprò mai di che colore sono davvero finchè non andrò ad incontrarli. Tra le tante ragioni che uno potrebbe avere per fare medicina, io, in fondo, ho solo i loro occhi.
lunedì, maggio 05, 2008
As long as I can tear down all this
Ma la cosa più simile che ho trovato a quello finora è stato il divincolarsi deciso di un esserino di 24 settimane dal solletico che il mio indice destro guantato gli faceva sotto la pianta di un piede. Con pochi centimetri quadrati della mia mano che ancora ardono tiepidi di vita, quella vera, tenace, dura, con quelli voglio sperare di continuare a salvarmi ogni giorno come oggi.
domenica, maggio 04, 2008
Eroe - Caparezza
Sotto il sole faccio il Muratore e mi spacco le nocche
da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un Chopper
invece io passo la notte in un Bar Karaoke
se vuoi mi trovi lì tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio Sangue
un soggetto perfetto per Brahm Stoker
TU
che ne sai della vita degli Operai
io stringo sulle spese, Goodbye Macellai
non ho salvadanai da Sceicco del Dubhai
mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a Snai
io sono il pane per gli usurai ma li respingo
non faccio l’Al Pacino non mi faccio di Pachinko
non gratto non vinco non trinco nelle sale Bingo
man mano mi convinco
che io sono un Eroe
perchè lotto tutte le ore
sono un Eroe
perchè combatto per la pensione
sono un Eroe
perchè proteggo i miei cari dalle mani dei Sicari, dei cravattari
sono un Eroe perchè sopravvivo al mestiere
sono un Eroe
straordinario tutte le sere
sono un Eroe
e te lo faccio vedere
ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere
Stipendio dimezzato o vengo licenziato
a qualunque età io sono già fuori mercato
fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera
bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in Rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera?
SU
vai a vedere nella galera quanti precari sono passati ai mal’affari
quando t’affami ti fai nemici vari
se non ti chiami Savoia scorda i Domiciliari
finisci nelle mani di strozzini ti cibi di ciò che trovi se ti ostini a frugare i cestini
ne l’Uomo ragno ne Rocky ne Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini
Per far denaro ci sono più modi potrei darmi alle frodi
e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
c’è chi ha mollato il Conservatorio per Montecitorio
lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
io vado avanti e mi si offusca la mente
sto per impazzire come dentro un Call Center
vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette
perchè sono un Eroe.
Se mai il PCI dovesse assurgere di nuovo agli onori della politica, c'è già l'inno pronto. Onore al maestro Capa.


