
"Mi scusi, potrei farle una domanda?"
"Dimmi, ma non darmi del lei! E' mettere distanza!" "Precisamente. La domanda era: Cosa cazzo lo porta a fare quel fazzolettone al collo?"
Dicono che trancio le gambe con una manciata di sillabe. In realtà avrei preferito una katana per tranciare un paio di trachee, e pace se è poco scoutistico da dire, in questi dieci minuti e queste poche righe l'articolo 4 della legge va a farsi un giro.
"Qui stiamo parlando di spostare un Gruppo, una Comunità capi. Dei ragazzi non mi interessa."
"Questo era lampante, ma allora forse non ci siamo proprio, sa. Io è proprio per i ragazzi che sono qui."
Mi hanno detto che non so leggere tra le righe, e che sono poco diplomatica. Quanti complimenti in una sola serata... C'è gente che sarebbe bene scollasse il culo dalla poltrona e andasse a fare un pò di servizio in Unità, quei Quadri che non sanno più le canzoni e che hanno fatto lo zaino cinque anni fa l'ultima volta. O forse no, forse è bene che se ne stiano lì a cianare e sindacare sui progetti altrui, su come meglio interferire, su come meglio farmi incazzare. In questo sono davvero, davvero ferrati. Alla prossima riunione con questa gente faccio entrare anche due Lupetti, e finchè non dicono loro ai bambini il perchè bisogna cambiare fazzolettone, Totem e Branco con cui si fa attività da tre anni non faccio uscire nessuno. Chissà, magari così lo capisco anch'io. Se continuiamo così con la mia bile potrei tingere la camicia e passare al Cngei, ma continuo a pensare che l'Agesci abbia alcuni meschini portavessillo che non rendono ragione di quello in cui davvero crediamo e per cui tutto è cominciato. Come direbbe Manolo, 'Schifoo...'.
Buona caccia a tutti coloro che rispettano la Legge della Giungla, anche se a qualcuno bisognerebbe ricordare che il senso dell'espressione per chi porta il fazzolettone è un tantino diverso dal comune.























